lunedì 19 ottobre 2015

CORSO DI COUNSELLING PER INTERVENTI DI GENERE

REALIZZATO DALL'ISTITUTO DI CONSULENZE PEDAGOGICHE  FIRENZE
 RICONOSCIUTO DA AICO ASSOCIAZIONE ITALIANA DI COUNSELLING

A chi è rivolto?

A tutte le persone che vogliono formarsi nella professione di Counsellor e nel Counselling con la specificità delle tematiche di genere, che operano in Istituzioni pubbliche e private, nell'Associazionismo, nel privato sociale, nel volontariato (operatori del sociale e dell’assistenza alla persona, educatori, animatori, infermieri, medici, insegnanti) e per coloro che svolgono altre attività lavorative e professionali che implicano la relazione interpersonale.
A tutte le persone che sentono la necessità di approfondire le tematiche proposte per arricchimento e crescita della propria sfera relazionale e del potenziale personale.

Cos’è il Counselling?

Il Counselling è un processo di apprendimento reso possibile da un’interazione tra Counsellor e cliente, o clienti (individui, famiglie, gruppi o istituzioni), che affronta in modo olistico problemi sociali, culturali ed emozionali. Il Counselling può cercare la soluzione di specifici problemi, aiutare a prendere decisioni, a gestire crisi, migliorare relazioni, sviluppare la consapevolezza personale, lavorare con emozioni e pensieri, percezioni e conflitti interni ed esterni.    
L’obiettivo nel complesso è di fornire ai clienti strumenti per un lavoro su se stessi, mirati a far emergere risorse interiori maggiori in modo da ottenere una maggiore soddisfazione sia come individui che come membri della società.
Quindi, il Counsellor è un operatore d’aiuto in tutte quelle situazioni che hanno a che fare con relazioni umane, da quelle professionali a quelle interpersonali
Il concetto di relazione d’aiuto può essere meglio compreso cosi:

La relazione di aiuto è caratterizzata dal “come” si aiuta l’altro: lo si aiuta ad aiutarsi attraverso la relazione che si ha con lui.

Questo modo di stare in relazione con l’altro implica vedere, ascoltare ed  accogliere. Bisogna imparare a stare “abitando la distanza” reale  implicata dall’esperienza di stare  con l’altro, in contatto con la propria affettività, con interesse e con curiosità.
E’ stare con l’amorevolezza del sentire del cuore.

ORIENTAMENTO DELLA FORMAZIONE

La specificità del soggetto che desidera divenire Counsellor è basata sul rispetto per i diritti umani e sull’accettazione delle differenze personali e culturali. L’approccio è dunque rivolto al rispetto, all’integrità, all’autodeterminazione ed  al sostegno dell’autonomia personale.

La formazione promossa in questo corso è ad orientamento fenomenologico esistenziale ed è volta ad ottenere una comunicazione efficace con se stessi e con laltro.

L’identità di genere, della quale ci occupiamo, pone la riflessione sull’altro ed implica l’analisi delle molteplici forme di relazioni e di azioni possibili nei piani individuali e collettivi
Il genere è senz’altro un’esperienza costitutiva, un elemento fluido e composito in un processo altrettanto articolato e mutevole; non è un’essenza monolitica definita una volta per tutte ma, piuttosto, il luogo di un insieme di esperienze molteplici, complesse e potenzialmente contraddittorie; è un luogo definito dalla sovrapposizione di variabili come la classe sociale, la razza, l’età, lo stile di vita, le preferenze sessuali.

Focalizza e potenzia il sapere femminile sulla corporeità, il mondo delle emozioni e del non-razionale, e tenta di costruire un linguaggio sessuato, capace di descrivere quel mondo.

PERCORSO FORMATIVO

La formazione alterna momenti teorici ad esercitazioni pratiche al fine di acquisire le competenze specifiche adatte alla relazione di aiuto.

Come si articola?

Il corso è articolato in tre annualità, composte da 300 ore annue alle quali andranno sommate  50 ore di percorso personale da svolgere all’interno del corso stesso, per un totale di 950 ore.
E’ prevista la partecipazione a weekend teorici pratici esperienziali , stage tematici intensivi, supervisione, esperienze di laboratorio, lavoro di approfondimento nei campi di applicazione del counselling e sugli interventi di genere, supporto didattico e tirocinio

Il conseguimento del Diploma di Counsellor permette previo esame di ammissione all’AICo, di iscriversi al Registro Professionale AICo (Associazione Italiana di Counselling)  e all'EAC (European Association Counselling).

Il corso è attivo dall'anno 2016, le lezioni e le altre attività verranno effettuate prevalentemente nella zona di Pistoia, nel Comune di Montecatini e nel Comune di Ponte Buggianese e per alcune attività a Firenze

ISCRIZIONE:
Le persone che vorranno iscriversi dovranno effettuare un colloquio con la Responsabile Didattica Ana Maria Costantini

PER INFORMAZIONI E CONTATTI:
339 12 56 173
 anacostantini.maria@gmail.com
www.aicounselling.it

Didatta e Formatore AICo
Ana Maria Costantini


                                                   La relazione d'aiuto







espressione di sé e mandala, gennaio 2012

sabato 14 marzo 2015

mandala e cura

La parola Mandala deriva dal Sanscrito, significa cerchio, circonferenza ed è attestata nei preziosi testi sacri. Il termine unisce in qualche modo il “microcosmo” umano al “macrocosmo” ha  rappresentato un mezzo, collegato  ad elementi celesti come il Sole e la Luna. Il Mandala, è un’immagine in cui compaiono figure, luoghi, oggetti descritti. Il mandala si può realizzare per momenti di meditazione, per esprimere se stessi, per momenti di bisogno di cura e per raggiungere la consapevolezza.             


























martedì 21 ottobre 2014

Politica Femminile Regione Lazio: Girl Declaration: presentata a Roma la Dichiarazio...

Politica Femminile Regione Lazio: Girl Declaration: presentata a Roma la Dichiarazio...: Presentata a Roma, da Aidos , l'associazione italiana donne per lo sviluppo, la Girl Declaration. Un'iniziativa che si propone...

sabato 11 ottobre 2014

Relazione presentata  al Congresso Latino di Gestal, Brasil 2004

PITTURA E CREATIVITÀ
 Dott.ssa Ana Maria Costantini
Attività di Arte e Pittura  realizzzata al Centro Diurno Desiì  Tre, Salute Mentale Adulti, ASL 3 di Pistoia, Toscana


 PRESENTAZIONE:
 Questo lavoro porta con sé, una personale e peculiare esperienza nella ricerca di diversi modi  creativi:  pedagogici, culturali e filosofici che partono dalle esperienze Latinoamericane (il Brasile e l’ Argentina) per incontrarsi  in Italia a partire dall’esperienza e lavoro di Basaglia ; lavoro che viene valorizzato nella realtà Toscana attraverso l’approccio fenomenologico.Questa pratica creativa, lavora dall’ inizio nel l ’ intento di stabilire un dialogo dialettico tra le diversità culturali, contaminando  e contaminandosi da una prassi transformatrice, che vuole  liberare l’ arte dai luoghi chiusi e  scoprire  modi non convenzionali nel valore del fare .  Apprezza l’originalità di ognuno e allo stesso tempo lavora  per l’integrazione nella dimensione comunitaria.  

LA PITTURA:
 La Pittura, aiuta ad evocare una naturale forma espressiva, tiene conto dell’esperienza vitale di ogni soggetto e del singolare modo di rispondere in modo personale e soddisfacente ad ogni nuova situazione.
La pittura, come pratica creativa e visiva-emozionale, facilità il contatto con le immagini e con lo sviluppo dell'immaginario,  in relazione con l'emozione, può essere un veicolo indiretto di sensazioni, d’emozioni…e quindi, esse, possibilità di materializzarsi e trasformarsi. 

   Il linguaggio analogico che deriva dall'attività dell'emisfero destro (non verbale: linguaggio analogico), sovrintende alla fantasia, alla creatività, all'intuizione, alla percezione visiva, olfattiva, alla comunicazione e ai segnali corporei: tutta questa ricchezza, un vero patrimonio presente in ognuno di noi quasi non è utilizzato da una larga maggioranza di persone

Scriveva Kandinskij: “Non dobbiamo ingannarci e pensare che riceviamo la pittura solo attraverso l'occhio. No, la riceviamo, senza accorgerci, attraverso tutti e cinque i nostri sensi”.

L’intervento è centrato nella relazione è cerco di favorire valenze di complementarità, d’integrazione, di riparazione, di cambiamento, d’attivazione, di rispecchiamento, di scambio di conoscenze ed esperienze, in vari livelli d’interventi, espressivi-creativi, relazionali e terapeutici, in quanto “benessere riconosciuto” dall’utente/partecipante.

STORIE
 Lisa, manifesta dolore e sofferenza, e variabilità di stati d’animo, da stati depressivi ad euforici, inizia  ad ascoltare il proprio sentire, ad ascoltare e vedere le proprie emozioni e dipinge, il colore, gli da  possibilità ha modificare e trasformare creativamente il vissuto, in sinfonie di tonalità e in un’infinità d’accostamenti che vanno dai colori tenui con brillanti o intensi con pastelli o scuri con chiari, manifestando una gamma dai colori più caldi a quelli più freddi.
Il contatto e ri-conoscimento di se stessa, nei vari stati d’animo…e nella materializzazione pittorica la rappresentazione delle altre parti di se, la rende più creativa.

Ho potuto osservare, in alcune donne che soffrono di depressione o giovani donne che manifestano disagi d’adattabilità a certi modelli sociali o evidenziano disaggi socio-relazionali e difficoltà a comunicare il proprio dolore e sofferenza, ad ascoltare e vedere le proprie emozioni, nel dipingere, invece, riuscivano ad esprimersi in modo spontaneo e semplice e ricco e complesso.
Realizzavano un esercizio nel tuffarsi-dentro, ai propri sentimenti e stati d’animo e nell’emergere-fuori” con l’uso di metafore visive che davano voce alle loro emozioni a loro legate.


Noelia, durante la realizzazione e lo sviluppo di un dipinto, usava svariate tonalità di colore, lavora il colore a strati e secondo il bisogno e l’ispirazione lo sviluppava a tappe, lavorava nell’arco di 1 mese, ogni settimana, ri-vedeva l’elaborato e lo ri-elaborava, in questo modo sé voleva, lo cambiava,lo trasformava, ne variava le tonalità e colori, e via via che componeva e materializzava, evocando i propri vissuti, diventandone un’autentica rappresentazione di stati d’animo e o la rappresentazione di altre parti di se stessa. 

 Studi e ricerche sul colore dall’antichità a nostri giorni . Egiziani, Romani e Greci praticavano l'elioterapia (esposizione alla luce solare diretta) per la cura di diversi disturbi. In India la medicina ha sempre tenuto conto dell'influenza dei colori sull'equilibrio dei chakra, i   centri d’energia dagli egiziani…. I Cinesi affidavano il proprio benessere fisico all'azione delle varie tinte da Newton riprodotte artificialmente radiazioni d’ogni singolo colore fino ad arrivare alle considerazioni di Goethe e KandinskiJ. E le più attuali ricerche sull’effetto terapeutico del colore e in corrispondenza delle varie tonalità di colore con le vibrazioni che questi colori provocavano, quindi la possibilità di suscitare emozioni e sensazioni.

Soriano, non riusciva ad esprimersi e comunicare in modo più libero, timido e silenzioso, la pittura gli sembrava qualcosa di lontano, non conosceva l’uso cromatico del colore e questo lo condizionava, usava solo un colore per volta. Disegnava in modo povero con tracce semplice, disegnava e dipingeva in modo sbrigativo e ripetitivo, come sé fosse una, delle tante mansioni giornaliere da svolgere.
Il contatto con se stesso e lo stare nella relazione, il praticare  una modalità creativa “che gli fa vedere”  , immagini, immagini immaginate, di riconoscere le proprie potenzialità creative, lo porta ad interessarsi al disegno, elabora tracce complesse che formano configurazioni e inizia un percorso di riproduzioni di disegni ricchi di particolari, che dipinge con tante tonalità e  trasforma in composizioni di vari strati.

 Ariana , inizia  a partecipare all’atelier sporadicamente e via via si esprime senza difficoltà.
Lavora con il supporto dell’immaginazione, e disegna e dipinge le storie che inventa.
Realizza lavori molto significativi in relazione al momento che vive, nel qui e ora .La pratica pittorica l’aiuta ad esprime le emozioni e il proprio sentire, permettendo di  rispecchiarsi e  riconoscersi e di ri-elaborare e ri-comporre i vissuti a partire dalla trasformazione creativa.

Dati statistici, rilevano in Italia e a livello internazionale, che gli interventi d’arte-terapia con la pittura, hannoun coinvolgimento superiore di donne riguardo agli uomini del 60/70%, sia di donne partecipanti alle attività, sia di donne terapeute od operatrici tecniche che gestiscono i gruppi di donne.

 Mario, solitario , timido  sensibile e fragile, ha difficoltà nell’stare insieme agli altri e ad apprezzare le cose che realizza. Quando iniziò l’esperienza non riusciva a rimanere per tutto il tempo nell’attività, di circa due ore, rimanendo per brevi momenti, dieci/venti minuti. Manifesta attacchi di panico, si allontana con  piccole fughe.
 Inizia a disegnare a matita, elabora disegni creati da lui, e  dimostra di avere una capacità rappresentativa molto accurata nella tecnica del disegno,anche se, dice di non sapere disegnare…

Con un lavoro centrato sulle sue capacità creative, Mario , dipingere, lui  pensava di non riuscire a stare con se stesso e fare. Inizia una pratica che lo porta a essere molto stimolato dalle immagini i colori e le rappresentazioni che via via realizza. Rimane per tutto il tempo dell’attività, non accorgendosi del tempo trascorso , dimostrando impegno e piacere. Chiede di lavorare altre tecniche con il colore, gli piace molto la pittura a olio. Sta in relazione con se stesso e riesce a stare, anche in relazione agli altri, cosa importante si riconosce nella possibilità d’ esprimersi…

Conclusioni: Ritengo che nell’esperienza della “pratica con l'arte”, ogni persona può accettare di non sapere quel che può accadere, in contatto con se,  con le proprie immagini, e per tanto con il proprio immaginare, poter tradurre le immagini in emozioni, evocandone altre…e poterle materializzare in un disegno e dipinto, che a sua volta  diventa un nuovo punto di partenza.
Il lavoro con la pittura, può aiutare a sviluppare una maggiore consapevolezza di se stesso, ad ascoltarsi,  vedere le immagini e immaginare,  sentire, quindi, sviluppare un personale emotivo e visivo.
 Per finire, la pittura, assolve un ruolo particolare, “ha un valore estetico”nel senso etimologico e storico: Etimologico come percezione di sé e storico come ricerca del bello, e qui credo, che risieda la pratica espressiva, nella  sintesi di queste due accezioni, e cosi questa pratica, può diventare scoperta e valorizzazione di sé.


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
1- Arte Terapia, Esperienze di un corso di formazione,1987.
2- APPIANO A. “Gli Impressionisti” Dall’ atelier al plein air, 1981,A.Ed.Torino
3- CALLABRESSE O. “Il Linguaggio dell’arte,1985,Bompiani
4- BASSAGLIA: F. “Opere Complete” 1953/88
5-COSTANTINI A.M. Appunti e analisi dei dati raccolti nel lavoro svolto su percorsi creativi con pazienti psichiatrici dal 1995/2004
6- KRAMER E. Terapia a travès  del arte en una comunidad infantil 1981 ,Kapelusz.Buenos Aires
7- KANDISKY V.Punto,Linea,Superficie,1968,Adelphi.Milano
8- KANDISKY V. Lo Spirituale nell’ arte,1997,Bompiani. Milano
9- LOWENFELD V. Creative And Mental  Growth.1975 ,Copyright.New York
10- OAKLANDER V. Ventanas a nuestros ninos,1992.Ed.Cuatro Vientos Chile
11-FREIRE P. Relazione presentata “2° Congresso Latinoamericano di Educazione Popolare” .Buenos Aires ,1986 
12-QUATTRINI, PAOLO, Psicoterapia ad orientamento fenomenologico esistenziale ed arte,  Formazione In Psicoterapia, Counselling, Fenomenologia – Numero 3/2004
13-PICHON RIVIERE E. “Psicologia de la Vida Cotidiana”1985 Nueva Visiòn ,Buenos Aires
14- POLSTER E. Terapia Gestàltica ,19985.Amorrò .Buenos Aires

venerdì 26 settembre 2014