sabato 11 ottobre 2014

Relazione presentata  al Congresso Latino di Gestal, Brasil 2004

PITTURA E CREATIVITÀ
 Dott.ssa Ana Maria Costantini
Attività di Arte e Pittura  realizzzata al Centro Diurno Desiì  Tre, Salute Mentale Adulti, ASL 3 di Pistoia, Toscana


 PRESENTAZIONE:
 Questo lavoro porta con sé, una personale e peculiare esperienza nella ricerca di diversi modi  creativi:  pedagogici, culturali e filosofici che partono dalle esperienze Latinoamericane (il Brasile e l’ Argentina) per incontrarsi  in Italia a partire dall’esperienza e lavoro di Basaglia ; lavoro che viene valorizzato nella realtà Toscana attraverso l’approccio fenomenologico.Questa pratica creativa, lavora dall’ inizio nel l ’ intento di stabilire un dialogo dialettico tra le diversità culturali, contaminando  e contaminandosi da una prassi transformatrice, che vuole  liberare l’ arte dai luoghi chiusi e  scoprire  modi non convenzionali nel valore del fare .  Apprezza l’originalità di ognuno e allo stesso tempo lavora  per l’integrazione nella dimensione comunitaria.  

LA PITTURA:
 La Pittura, aiuta ad evocare una naturale forma espressiva, tiene conto dell’esperienza vitale di ogni soggetto e del singolare modo di rispondere in modo personale e soddisfacente ad ogni nuova situazione.
La pittura, come pratica creativa e visiva-emozionale, facilità il contatto con le immagini e con lo sviluppo dell'immaginario,  in relazione con l'emozione, può essere un veicolo indiretto di sensazioni, d’emozioni…e quindi, esse, possibilità di materializzarsi e trasformarsi. 

   Il linguaggio analogico che deriva dall'attività dell'emisfero destro (non verbale: linguaggio analogico), sovrintende alla fantasia, alla creatività, all'intuizione, alla percezione visiva, olfattiva, alla comunicazione e ai segnali corporei: tutta questa ricchezza, un vero patrimonio presente in ognuno di noi quasi non è utilizzato da una larga maggioranza di persone

Scriveva Kandinskij: “Non dobbiamo ingannarci e pensare che riceviamo la pittura solo attraverso l'occhio. No, la riceviamo, senza accorgerci, attraverso tutti e cinque i nostri sensi”.

L’intervento è centrato nella relazione è cerco di favorire valenze di complementarità, d’integrazione, di riparazione, di cambiamento, d’attivazione, di rispecchiamento, di scambio di conoscenze ed esperienze, in vari livelli d’interventi, espressivi-creativi, relazionali e terapeutici, in quanto “benessere riconosciuto” dall’utente/partecipante.

STORIE
 Lisa, manifesta dolore e sofferenza, e variabilità di stati d’animo, da stati depressivi ad euforici, inizia  ad ascoltare il proprio sentire, ad ascoltare e vedere le proprie emozioni e dipinge, il colore, gli da  possibilità ha modificare e trasformare creativamente il vissuto, in sinfonie di tonalità e in un’infinità d’accostamenti che vanno dai colori tenui con brillanti o intensi con pastelli o scuri con chiari, manifestando una gamma dai colori più caldi a quelli più freddi.
Il contatto e ri-conoscimento di se stessa, nei vari stati d’animo…e nella materializzazione pittorica la rappresentazione delle altre parti di se, la rende più creativa.

Ho potuto osservare, in alcune donne che soffrono di depressione o giovani donne che manifestano disagi d’adattabilità a certi modelli sociali o evidenziano disaggi socio-relazionali e difficoltà a comunicare il proprio dolore e sofferenza, ad ascoltare e vedere le proprie emozioni, nel dipingere, invece, riuscivano ad esprimersi in modo spontaneo e semplice e ricco e complesso.
Realizzavano un esercizio nel tuffarsi-dentro, ai propri sentimenti e stati d’animo e nell’emergere-fuori” con l’uso di metafore visive che davano voce alle loro emozioni a loro legate.


Noelia, durante la realizzazione e lo sviluppo di un dipinto, usava svariate tonalità di colore, lavora il colore a strati e secondo il bisogno e l’ispirazione lo sviluppava a tappe, lavorava nell’arco di 1 mese, ogni settimana, ri-vedeva l’elaborato e lo ri-elaborava, in questo modo sé voleva, lo cambiava,lo trasformava, ne variava le tonalità e colori, e via via che componeva e materializzava, evocando i propri vissuti, diventandone un’autentica rappresentazione di stati d’animo e o la rappresentazione di altre parti di se stessa. 

 Studi e ricerche sul colore dall’antichità a nostri giorni . Egiziani, Romani e Greci praticavano l'elioterapia (esposizione alla luce solare diretta) per la cura di diversi disturbi. In India la medicina ha sempre tenuto conto dell'influenza dei colori sull'equilibrio dei chakra, i   centri d’energia dagli egiziani…. I Cinesi affidavano il proprio benessere fisico all'azione delle varie tinte da Newton riprodotte artificialmente radiazioni d’ogni singolo colore fino ad arrivare alle considerazioni di Goethe e KandinskiJ. E le più attuali ricerche sull’effetto terapeutico del colore e in corrispondenza delle varie tonalità di colore con le vibrazioni che questi colori provocavano, quindi la possibilità di suscitare emozioni e sensazioni.

Soriano, non riusciva ad esprimersi e comunicare in modo più libero, timido e silenzioso, la pittura gli sembrava qualcosa di lontano, non conosceva l’uso cromatico del colore e questo lo condizionava, usava solo un colore per volta. Disegnava in modo povero con tracce semplice, disegnava e dipingeva in modo sbrigativo e ripetitivo, come sé fosse una, delle tante mansioni giornaliere da svolgere.
Il contatto con se stesso e lo stare nella relazione, il praticare  una modalità creativa “che gli fa vedere”  , immagini, immagini immaginate, di riconoscere le proprie potenzialità creative, lo porta ad interessarsi al disegno, elabora tracce complesse che formano configurazioni e inizia un percorso di riproduzioni di disegni ricchi di particolari, che dipinge con tante tonalità e  trasforma in composizioni di vari strati.

 Ariana , inizia  a partecipare all’atelier sporadicamente e via via si esprime senza difficoltà.
Lavora con il supporto dell’immaginazione, e disegna e dipinge le storie che inventa.
Realizza lavori molto significativi in relazione al momento che vive, nel qui e ora .La pratica pittorica l’aiuta ad esprime le emozioni e il proprio sentire, permettendo di  rispecchiarsi e  riconoscersi e di ri-elaborare e ri-comporre i vissuti a partire dalla trasformazione creativa.

Dati statistici, rilevano in Italia e a livello internazionale, che gli interventi d’arte-terapia con la pittura, hannoun coinvolgimento superiore di donne riguardo agli uomini del 60/70%, sia di donne partecipanti alle attività, sia di donne terapeute od operatrici tecniche che gestiscono i gruppi di donne.

 Mario, solitario , timido  sensibile e fragile, ha difficoltà nell’stare insieme agli altri e ad apprezzare le cose che realizza. Quando iniziò l’esperienza non riusciva a rimanere per tutto il tempo nell’attività, di circa due ore, rimanendo per brevi momenti, dieci/venti minuti. Manifesta attacchi di panico, si allontana con  piccole fughe.
 Inizia a disegnare a matita, elabora disegni creati da lui, e  dimostra di avere una capacità rappresentativa molto accurata nella tecnica del disegno,anche se, dice di non sapere disegnare…

Con un lavoro centrato sulle sue capacità creative, Mario , dipingere, lui  pensava di non riuscire a stare con se stesso e fare. Inizia una pratica che lo porta a essere molto stimolato dalle immagini i colori e le rappresentazioni che via via realizza. Rimane per tutto il tempo dell’attività, non accorgendosi del tempo trascorso , dimostrando impegno e piacere. Chiede di lavorare altre tecniche con il colore, gli piace molto la pittura a olio. Sta in relazione con se stesso e riesce a stare, anche in relazione agli altri, cosa importante si riconosce nella possibilità d’ esprimersi…

Conclusioni: Ritengo che nell’esperienza della “pratica con l'arte”, ogni persona può accettare di non sapere quel che può accadere, in contatto con se,  con le proprie immagini, e per tanto con il proprio immaginare, poter tradurre le immagini in emozioni, evocandone altre…e poterle materializzare in un disegno e dipinto, che a sua volta  diventa un nuovo punto di partenza.
Il lavoro con la pittura, può aiutare a sviluppare una maggiore consapevolezza di se stesso, ad ascoltarsi,  vedere le immagini e immaginare,  sentire, quindi, sviluppare un personale emotivo e visivo.
 Per finire, la pittura, assolve un ruolo particolare, “ha un valore estetico”nel senso etimologico e storico: Etimologico come percezione di sé e storico come ricerca del bello, e qui credo, che risieda la pratica espressiva, nella  sintesi di queste due accezioni, e cosi questa pratica, può diventare scoperta e valorizzazione di sé.


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
1- Arte Terapia, Esperienze di un corso di formazione,1987.
2- APPIANO A. “Gli Impressionisti” Dall’ atelier al plein air, 1981,A.Ed.Torino
3- CALLABRESSE O. “Il Linguaggio dell’arte,1985,Bompiani
4- BASSAGLIA: F. “Opere Complete” 1953/88
5-COSTANTINI A.M. Appunti e analisi dei dati raccolti nel lavoro svolto su percorsi creativi con pazienti psichiatrici dal 1995/2004
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8- KANDISKY V. Lo Spirituale nell’ arte,1997,Bompiani. Milano
9- LOWENFELD V. Creative And Mental  Growth.1975 ,Copyright.New York
10- OAKLANDER V. Ventanas a nuestros ninos,1992.Ed.Cuatro Vientos Chile
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12-QUATTRINI, PAOLO, Psicoterapia ad orientamento fenomenologico esistenziale ed arte,  Formazione In Psicoterapia, Counselling, Fenomenologia – Numero 3/2004
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14- POLSTER E. Terapia Gestàltica ,19985.Amorrò .Buenos Aires

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