Il modo di interrogarsi intorno all’Essere non è quello della conoscenza, ma quello dell’esperienza nel mondo. Per una pedagogia della domanda e non della risposta a domande che nessuno ha fatto...
martedì 21 ottobre 2014
Politica Femminile Regione Lazio: Girl Declaration: presentata a Roma la Dichiarazio...
Politica Femminile Regione Lazio: Girl Declaration: presentata a Roma la Dichiarazio...: Presentata a Roma, da Aidos , l'associazione italiana donne per lo sviluppo, la Girl Declaration. Un'iniziativa che si propone...
sabato 11 ottobre 2014
Relazione presentata al Congresso Latino di
Gestal, Brasil 2004
PITTURA E CREATIVITÀ
Dott.ssa
Ana Maria Costantini
Attività
di Arte e Pittura realizzzata al Centro Diurno Desiì Tre,
Salute Mentale Adulti, ASL 3 di Pistoia, Toscana
PRESENTAZIONE:
Questo
lavoro porta con sé, una personale e peculiare esperienza nella ricerca di
diversi modi creativi: pedagogici, culturali e filosofici che
partono dalle esperienze Latinoamericane (il Brasile e l’ Argentina) per
incontrarsi in Italia a partire dall’esperienza e lavoro di Basaglia ;
lavoro che viene valorizzato nella realtà Toscana attraverso l’approccio
fenomenologico.Questa pratica creativa, lavora dall’ inizio nel l ’ intento di
stabilire un dialogo dialettico tra le diversità culturali, contaminando
e contaminandosi da una prassi transformatrice, che vuole liberare l’
arte dai luoghi chiusi e scoprire modi non convenzionali nel valore
del fare . Apprezza l’originalità di ognuno e allo stesso tempo
lavora per l’integrazione nella dimensione comunitaria.
LA PITTURA:
La
Pittura, aiuta ad evocare una naturale forma espressiva, tiene conto
dell’esperienza vitale di ogni soggetto e del singolare modo di rispondere in
modo personale e soddisfacente ad ogni nuova situazione.
La pittura, come pratica creativa e visiva-emozionale,
facilità il contatto con le immagini e con lo sviluppo dell'immaginario,
in relazione con l'emozione, può essere un veicolo indiretto di
sensazioni, d’emozioni…e quindi, esse, possibilità di materializzarsi e
trasformarsi.
Il linguaggio analogico che deriva dall'attività dell'emisfero destro
(non verbale: linguaggio analogico), sovrintende alla fantasia, alla
creatività, all'intuizione, alla percezione visiva, olfattiva, alla
comunicazione e ai segnali corporei: tutta questa ricchezza, un vero patrimonio
presente in ognuno di noi quasi non è utilizzato da una larga maggioranza di
persone
Scriveva
Kandinskij: “Non dobbiamo ingannarci e pensare che riceviamo la pittura solo
attraverso l'occhio. No, la riceviamo, senza accorgerci, attraverso tutti e
cinque i nostri sensi”.
L’intervento
è centrato nella relazione è cerco di favorire valenze di complementarità,
d’integrazione, di riparazione, di cambiamento, d’attivazione, di
rispecchiamento, di scambio di conoscenze ed esperienze, in vari livelli
d’interventi, espressivi-creativi, relazionali e terapeutici, in quanto “benessere
riconosciuto” dall’utente/partecipante.
STORIE
Lisa, manifesta dolore e
sofferenza, e variabilità di stati d’animo, da stati depressivi ad euforici, inizia
ad ascoltare il proprio sentire, ad ascoltare e vedere le
proprie emozioni e dipinge, il colore, gli da possibilità ha modificare e
trasformare creativamente il vissuto, in sinfonie di tonalità e in un’infinità
d’accostamenti che vanno dai colori tenui con brillanti o intensi con pastelli
o scuri con chiari, manifestando una gamma dai colori più caldi a quelli più
freddi.
Il contatto e ri-conoscimento di se stessa, nei
vari stati d’animo…e nella materializzazione pittorica la rappresentazione
delle altre parti di se, la rende più creativa.
Ho
potuto osservare, in alcune donne che soffrono di depressione o giovani donne
che manifestano disagi d’adattabilità a certi modelli sociali o evidenziano
disaggi socio-relazionali e difficoltà a comunicare il proprio dolore e
sofferenza, ad ascoltare e vedere le proprie emozioni, nel dipingere, invece,
riuscivano ad esprimersi in modo spontaneo e semplice e ricco e complesso.
Realizzavano
un esercizio nel tuffarsi-dentro, ai propri sentimenti e stati
d’animo e nell’emergere-fuori” con l’uso di metafore
visive che davano voce alle loro emozioni a loro legate.
Noelia, durante la realizzazione e lo sviluppo di
un dipinto, usava svariate tonalità di colore, lavora il colore a strati e
secondo il bisogno e l’ispirazione lo sviluppava a tappe, lavorava nell’arco di
1 mese, ogni settimana, ri-vedeva l’elaborato e lo ri-elaborava, in questo modo
sé voleva, lo cambiava,lo trasformava, ne variava le tonalità e colori, e via
via che componeva e materializzava, evocando i propri vissuti, diventandone
un’autentica rappresentazione di stati d’animo e o la rappresentazione di altre
parti di se stessa.
Studi e ricerche sul colore
dall’antichità a nostri giorni . Egiziani, Romani e Greci praticavano
l'elioterapia (esposizione alla luce solare diretta) per la cura di diversi
disturbi. In India la medicina ha sempre tenuto conto dell'influenza dei colori
sull'equilibrio dei chakra, i centri d’energia dagli
egiziani…. I Cinesi affidavano il proprio benessere fisico all'azione delle
varie tinte da Newton riprodotte artificialmente radiazioni d’ogni singolo
colore fino ad arrivare alle considerazioni di Goethe e KandinskiJ. E le
più attuali ricerche sull’effetto terapeutico del colore e in corrispondenza
delle varie tonalità di colore con le vibrazioni che questi colori provocavano,
quindi la possibilità di suscitare emozioni e sensazioni.
Soriano, non riusciva ad esprimersi e comunicare in
modo più libero, timido e silenzioso, la pittura gli sembrava qualcosa di
lontano, non conosceva l’uso cromatico del colore e questo lo condizionava,
usava solo un colore per volta. Disegnava in modo
povero con tracce semplice, disegnava e dipingeva in modo sbrigativo e
ripetitivo, come sé fosse una, delle tante mansioni giornaliere da svolgere.
Il contatto con se stesso e lo stare nella
relazione, il praticare una modalità creativa “che gli fa vedere” ,
immagini, immagini immaginate, di riconoscere le proprie potenzialità creative,
lo porta ad interessarsi al disegno, elabora tracce complesse che formano
configurazioni e inizia un percorso di riproduzioni di disegni ricchi di
particolari, che dipinge con tante tonalità e trasforma in composizioni
di vari strati.
Ariana , inizia a partecipare
all’atelier sporadicamente e via via si esprime senza difficoltà.
Lavora con il supporto dell’immaginazione, e
disegna e dipinge le storie che inventa.
Realizza lavori molto significativi in relazione al
momento che vive, nel qui e ora .La pratica pittorica l’aiuta ad esprime le
emozioni e il proprio sentire, permettendo di rispecchiarsi e
riconoscersi e di ri-elaborare e ri-comporre i vissuti a partire dalla
trasformazione creativa.
Dati statistici, rilevano in Italia e a livello internazionale, che gli
interventi d’arte-terapia con la pittura, hannoun coinvolgimento superiore di
donne riguardo agli uomini del 60/70%, sia di donne partecipanti alle attività,
sia di donne terapeute od operatrici tecniche che gestiscono i gruppi di donne.
Mario, solitario , timido sensibile e fragile, ha difficoltà
nell’stare insieme agli altri e ad apprezzare le cose che realizza. Quando
iniziò l’esperienza non riusciva a rimanere per tutto il tempo nell’attività,
di circa due ore, rimanendo per brevi momenti, dieci/venti minuti. Manifesta
attacchi di panico, si allontana con piccole fughe.
Inizia a disegnare a matita, elabora disegni
creati da lui, e dimostra di avere una capacità rappresentativa molto
accurata nella tecnica del disegno,anche se, dice di non sapere disegnare…
Con un lavoro centrato sulle sue capacità creative,
Mario , dipingere, lui pensava di non riuscire a stare con se stesso e
fare. Inizia una pratica che lo porta a essere molto stimolato dalle immagini i
colori e le rappresentazioni che via via realizza. Rimane per tutto il tempo
dell’attività, non accorgendosi del tempo trascorso , dimostrando impegno e
piacere. Chiede di lavorare altre tecniche con il colore, gli piace molto la
pittura a olio. Sta in relazione con se stesso e riesce a stare, anche in
relazione agli altri, cosa importante si riconosce nella possibilità d’
esprimersi…
Conclusioni: Ritengo
che nell’esperienza della “pratica con l'arte”, ogni persona può
accettare di non sapere quel che può accadere, in contatto con se, con le
proprie immagini, e per tanto con il proprio immaginare, poter tradurre le
immagini in emozioni, evocandone altre…e poterle materializzare in un disegno e
dipinto, che a sua volta diventa un nuovo punto di partenza.
Il
lavoro con la pittura, può aiutare a sviluppare una maggiore consapevolezza di
se stesso, ad ascoltarsi, vedere le immagini e immaginare, sentire,
quindi, sviluppare un personale emotivo e visivo.
Per
finire, la pittura, assolve un ruolo particolare, “ha un valore estetico”nel
senso etimologico e storico: Etimologico come percezione di sé e
storico come ricerca del bello, e qui credo, che
risieda la pratica espressiva, nella sintesi di queste due accezioni,
e cosi questa pratica, può diventare scoperta e valorizzazione di sé.
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